0 Utenti connessi
Hai dimenticato la password?

Elenco razze

Hobbit (Hobbit, Hobbit)


Gli Hobbit (noti anche col nome di Mezzuomini) sono di aspetto vagamente simile agli uomini, ma molto più minuti: la loro corporatura è infatti simile a quella dei bambini e la statura di uno Hobbit adulto si assesta tra gli 80 e i 120 centimetri. Dotati di enormi piedi pelosi, non indossano mai calzature in quanto la pianta del piede ha una pelle oltremodo spessa e coriacea.
Sono imberbi, ma caratterizzati da una capigliatura folta e quasi sempre ricciuta; non si registrano casi di calvizie, nemmeno tra gli Hobbit più anziani, tuttavia con l'andare degli anni il colore dei capelli tende dapprima al grigio e infine al bianco.
Le loro orecchie hanno dimensioni umane, ma presentano il padiglione appuntito come quelle degli Elfi; è credenza comune che essi siano lontanamente imparentati con entrambe queste razze, sebbene la verità sulle loro origini sia ormai dimenticata da tempo.
Per quanto siano solitamente paffuti, vantano un'innata agilità che consente loro di camminare senza far rumore; sono inoltre abilissimi nel nascondersi e mimetizzarsi nella vegetazione.
I loro sensi sono leggermente più sviluppati di quelli umani.
Hanno una forza fisica assai scarsa; in compenso, sono dotati di una straordinaria resistenza ad urti, ferite, intemperie e privazioni, nonché di una mira eccezionale che consente loro di padroneggiare con maestria piccole armi da lancio quali fionde, cerbottane e simili.
Odiano l'acqua, diffidano delle imbarcazioni e raramente imparano a nuotare, con l'unica eccezione degli Hobbit della Terra di Buck (considerati per questo "strani" e "poco affidabili" da buona parte dei loro simili). Sono pessimi cavallerizzi, anche se in circostanze eccezionali potrebbero accettare di salire in groppa a un asino o a un pony di piccola taglia.
Vivono leggermente più a lungo degli uomini (che chiamano "Gente Alta" o "Gambelunghe"), fino a 120 anni, con una media di 100. L'età in cui uno Hobbit diventa adulto è di 33, mentre i primi sintomi della vecchiaia cominciano a manifestarsi attorno ai 70 anni.
Si presume che durante tutta la Quarta Era gli Hobbit si siano ancor più rimpiccioliti in statura.



La patria degli Hobbit è la Contea, piccola e verdeggiante enclave a Sud-Ovest del regno di Arnor, al quale sono sottomessi solo formalmente.
Uno speciale Editto di Re Elessar proibisce alle altre razze di entrare nella Contea, se non muniti di uno speciale lasciapassare o invitati espressamente dagli Hobbit. L'unica eccezione è rappresentata dai Nani, tenuti necessariamente ad attraversare la terra dei Mezzuomini per mantenere i contatti con il popolo nanico dei confinanti Monti Azzurri.
Un altro insediamento Hobbit assai importante è la Terra di Buck ad est della Contea, anch'essa compresa nell'Editto; infine, vi è una minoranza Hobbit nel vicino villaggio umano di Brea.



Cuochi impareggiabili, nonché assai esperti nella fabbricazione della birra, gli Hobbit sono caratterizzati da una fame e una sete pressoché inestinguibili, che li portano a consumare fino a una dozzina di pasti al giorno. Un'altra abitudine tipicamente Hobbit è quella di coltivare e fumare l'erbapipa, da essi considerata quasi indispensabile alla sopravvivenza. Le prime piantagioni furono introdotte proprio dagli Hobbit; soltanto negli ultimi secoli il vizio del fumo ha preso piede tra i Nani, e in misura minore tra gli Umani.
Quella degli Hobbit è un'economia fondata sull'agricoltura e l'allevamento; sono socievoli, burloni e amano dare feste, specialmente in occasione dei loro compleanni; in tali occasioni, però, sono gli invitati a ricevere un dono dal festeggiato e non viceversa.
Non si interessano quasi mai allo studio, con l'eccezione della botanica e della genealogia, materia tenuta in altissima considerazione: il loro senso della famiglia è così radicato da considerare alla stregua di fratelli persino i parenti più lontani.
Il loro rapporto con il magico e il divino si limita, nella maggior parte dei casi, ad alcune superstizioni popolari e contadine. Non possono dirsi religiosi nel vero senso del termine; le loro cronache trattano quasi esclusivamente della storia del popolo Hobbit, mentre gli antichi racconti sui Valar e sui Maiar sono considerati alla stregua di fumose leggende o favole della buonanotte. Alcuni arrivano a intuire la presenza di un "qualcosa" che sfugge al normale spettro sensoriale, ma preferiscono rassegnarsi per timore e quieto vivere a uno stato di beata e fanciullesca ignoranza.
I Mezzuomini sono soliti vivere in profonde caverne scavate nei fianchi delle colline, arredate con gusto e dotate di ogni comodità. Se le circostanze lo richiedono, possono adattarsi anche a vivere in casette; in entrambi i casi, le loro abitazioni presentano porte e finestre rotonde.
Alcuni Hobbit particolarmente facoltosi posseggono armi, ma le utilizzano come soprammobili od oggetti da collezione. Per quanto non manchino i casi di Hobbit relativamente maligni, questi si limitano a pratiche quali il ricatto, il furto o la calunnia; tutti i Mezzuomini, infatti, odiano la guerra e la violenza, considerate accettabili solamente in caso di estrema autodifesa.

Mezzelfi (Mezzelfo, Mezzelfa)


Si tratta di una delle razze più rare e misteriose della Terra di Mezzo, frutto di unioni miste tra Umani ed Elfi; possono essere di prima o seconda generazione, vale a dire figli o nipoti di un Elfo/a. Dalla terza generazione in poi, i tratti elfici risultano troppo diluiti rendendoli Umani a tutti gli effetti.
Qualora due Mezzelfi si congiungano carnalmente, invece, dalla loro unione nascerà nuovamente un Mezzelfo di prima generazione.
L'aspetto dei Mezzelfi è alquanto variabile, poiché dipende da diversi fattori quali la generazione, il lignaggio, il vissuto personale, l'etnia del genitore umano, ma anche da una certa componente casuale; essi possono essere quindi simili agli Elfi in tutto e per tutto, ma anche avere un aspetto quasi interamente umano.
Vi sono tuttavia diverse caratteristiche che accomunano ciascun membro di questa razza: sono di costituzione snella, leggermente più bassi di un umano, meno forti e resistenti fisicamente. In compenso spiccano per agilità, coordinazione, e sovente anche per la loro bellezza. Hanno sensi leggermente più sviluppati degli uomini, e sono immuni da malattie congenite o infettive (possono invece ammalarsi per qualunque altra causa), oltre a non soffrire mai di calvizie, per quanto i loro capelli possano imbiancare anche precocemente.
Sono alquanto longevi, e possono arrivare a vivere fino a 400 anni.



La maggiore concentrazione di Mezzelfi si ha nella valle di Imladris, meglio nota come Gran Burrone, una località dal fascino fiabesco posta tra il regno di Arnor e le Montagne Nebbiose, che nella seconda parte della Terza Era ha visto celebrare alcune unioni tra Elfi e umani di etnia Dúnadan.
Nei primi anni della Quarta Era, inoltre, una nuova stirpe di Mezzelfi ha visto la luce in quel di Gondor (precisamente nella regione dell'Ithilien e nella città di Minas Tirith), grazie ad unioni miste tra Gondoriani ed alcuni elfi del Bosco Atro, giunti temporaneamente a prestare servizio come giardinieri al seguito del principe Legolas Verdefoglia.
Si hanno notizie di Mezzelfi anche nella penisola del Belfalas (anch'essa facente parte del regno di Gondor) e in alcune zone del Rhovanion.



Perennemente in bilico tra la loro parte elfica e la loro natura più umana, questi individui si dividono tra coloro i quali cercano di perpetuare le tradizioni dei Priminati e chi, invece, mira all'integrazione nella società dei mortali. A seconda di quale delle due razze prediligano, possono cambiare sensibilmente il loro stile di vita e i rapporti con gli altri popoli.
I Mezzelfi seguono le più svariate religioni, ed è estremamente raro imbattersi in un Mezzelfo ateo.
I più hanno un'anima sensibile e profonda, che li rende particolarmente portati per lo studio, le arti, l'artigianato e la magia.

Nani (Nano, Nana)


Per la loro particolare costituzione fisica, i Nani sono i più temibili combattenti di fanteria in tutta la Terra di Mezzo.
Di tutte le Razze, sono la meno agile e scattante; in compenso, sono dotati di un'impressionante forza fisica e di un'incredibile resistenza.
L'altezza di un Nano si aggira attorno ai 140 centimetri; tozzi e goffi, non si curano troppo del loro aspetto né dell'igiene personale, ad eccezione delle loro lunghe barbe; è impossibile che un Nano possa pensare di radersi, in quanto la barba rappresenta il loro unico vero canone di bellezza.
Malsopportano l'acqua ed è raro che imparino a nuotare, men che meno a navigare; sono altrettanto negati come cavalieri, sebbene in determinate circostanze possano accettare di salire in groppa a un asino o a un pony di piccola taglia.
Si trovano invece assai a loro agio nel sottosuolo, dove sono in grado di orientarsi con estrema facilità.
Le femmine dei Nani sono simili in tutto e per tutto alla loro controparte maschile, ma costituiscono un'esigua minoranza. Come se non bastasse, tanto i Nani quanto le Nane sono decisamente poco propensi alle relazioni sentimentali: esigenti e possessivi ai limiti dell'impossibile, eppure sempre disposti a rinunciare all'amore per inseguire sogni di gloria e ricchezza. Per queste ragioni il tasso di natalità è molto basso e, per quanto in pochissimi siano disposti ad ammetterlo, questo glorioso popolo è inevitabilmente destinato all'estinzione.
Teoricamente sono tra le razze più longeve, e potrebbero arrivare a vivere fino a 800 anni; tuttavia, la stragrande maggioranza dei Nani finisce per trovare la morte prima di aver raggiunto il terzo secolo di età, in quanto si dedicano instancabilmente ai lavori più logoranti e non perdono mai un'occasione per scendere in guerra. La morte in battaglia è da essi considerata la fine più onorevole a cui un Nano possa aspirare, e i più anziani arrivano addirittura a bramarla.



La loro bravura nello scavare e modellare la roccia è ineguagliabile; grazie ad essa hanno saputo creare monumentali città sotterranee, nelle quali i raggi solari e lunari penetrano tramite appositi cunicoli dando vita a favolosi giochi di luce. La loro capitale è Erebor, meglio nota come la Montagna Solitaria, a nord della città di Dale; sempre nel nord del Rhovanion, governano anche i Colli Ferrosi e alcuni avamposti sui Monti Grigi.
Altre signorie naniche sono quelle dei Monti Azzurri ad ovest del regno di Arnor, il monte Gundabad all'estremità settentrionale delle Montagne Nebbiose, le Caverne Scintillanti ai piedi dei Monti Bianchi nonché una piccola colonia in quel che rimane dell'antica Moria, il loro più vasto e celebre reame, parzialmente riconquistato all'inizio della Quarta Era.
Stando ad alcune fonti, vi sarebbero insediamenti nanici anche sui monti Orocarni, all'estremo oriente della Terra di Mezzo, e sui Monti Gialli a sud dell'Haradwaith, ma si tratta di località impervie e quasi inaccessibili dove da molti secoli nessuno ha più il coraggio di avventurarsi.



Ferventi adoratori di Aulë, il loro creatore, i Nani stabiliscono da sempre le loro dimore nelle profondità delle montagne.
Sotto le loro città, scavano enormi miniere spingendosi a profondità inaudite, onde estrarre metalli e gemme da lavorare sino a trasformarli in armi micidiali o in gioielli di rara bellezza.
Per loro natura, sono fortemente attratti dalla ricchezza e dal successo materiale, ragion per cui si avventurano spesso e volentieri nelle città degli Uomini cercando di fare fortuna come commercianti, od offrendo i loro servigi come combattenti, fabbri, muratori, genieri, orafi o giocattolai.
Non possono definirsi né buoni né malvagi, in quanto agiscono quasi sempre sulla base dei loro interessi personali; nel corso della Storia la loro avidità si è sovente ripercossa sui popoli limitrofi, alimentando una profonda inimicizia tanto verso gli Elfi quanto verso gli Orchi. I rapporti con gli Umani sono caratterizzati da alti e bassi, mentre invece nutrono da sempre una sincera simpatia per gli Hobbit: pur non ritenendoli al loro livello, condividono con i Mezzuomini l'amore per la buona tavola e l'erbapipa, che acquistano anche a caro prezzo.
Impetuosi, orgogliosi e irascibili non conoscono le vie di mezzo: offendere un Nano equivale ad attirare su di sé l'odio e la vendetta di tutti i suoi consanguinei. Viceversa, nei rari casi in cui arrivano ad affezionarsi a qualcuno, sono disposti a sacrificare la vita per i loro amici.

Umani (Umano, Umana)
Da razza marginale e primitiva, nel corso delle Ere gli Umani hanno acquisito un ruolo sempre più preponderante sotto tutti i punti di vista.
Sebbene siano tra le specie meno longeve (solitamente non vivono per più di 70 anni), le loro grandi capacità di adattamento e di apprendimento, oltre alla facilità con cui si riproducono, hanno consentito loro di crescere ed espandersi in ogni dove, fino a costituire l'80% dell'intera popolazione della Terra di Mezzo.
Non posseggono la tempra dei Nani, la spiritualità dei Mezzelfi, né tantomeno la simpatia e l'amore per la vita degli Hobbit; ciononostante, se adeguatamente motivati, possono arrivare a eccellere in qualunque attività.
Mescolandosi tra loro e percorrendo il mondo in lungo e in largo, hanno dato vita a una moltitudine di etnie diverse, tanto nell'aspetto quanto nelle rispettive abitudini e tradizioni.



Per ulteriori approfondimenti, vedasi Bacheca -> Miscellanea -> Etnie umane.